Dalla carriera in Yahoo ai bavaglini su Amazon

Dalla carriera in Yahoo ai bavaglini su Amazon

Storia di Luisa, che ha lasciato tutto per fare e-commerce delle sue collezioni per bambini. «Ma in Svizzera è dura, troppo chiusa. Ben venga amazon.ch»

https://www.tio.ch/finanza/consumi-e-risparmi/1254149/dalla-carriera-in-yahoo-ai-bavaglini-su-amazon---

LUGANO - Una scelta coraggiosa, premiata alla fine con un altro successo. Perché chi, manager di Yahoo sempre a girare il mondo, avrebbe osato barattare la propria carriera in ascesa con l'enigma di un'attività in proprio, a quarant'anni ormai e con una credibilità nuova tutta ancora da costruire?

Due figlie e il bisogno di cambiare vita - Luisa Masciello da Lugano, titolare oggi di Zigozago: piattaforma online dove vende bavaglini per neonati, copertine, portaciucci, per lo più in Italia ma anche America, Giappone, Messico, Canada. Circa 850 ordini al mese, ma a Natale «si raddoppia»; un fatturato che resta «sotto i 500mila euro, siamo piccoli», si schermisce, raccontando la sua storia di donna e informatica che ha saputo non solo reinventarsi, ma trovare spazio in quell'e-commerce dove gli imprenditori ticinesi, di norma, fanno invece fatica ad accedere.

«Così un giorno mi sono licenziata» - «Viaggiavo troppo per lavoro, dopo la nascita delle mie due figlie non riuscivo più a gestirmi», ricorda. È per loro che ha ideato la sua prima collezione, quella che a un certo punto le ha fatto decidere di cambiare vita. «Le altre mamme mi fermavano per strada, mi chiedevano dove avessi comprato quegli accessori. Così un giorno mi sono licenziata da Yahoo».

Pronto, vuoi vendere da noi? - Per fortuna però che poi è arrivata Amazon: è all'azienda di Jeff Bezos che Luisa, anomalia in Ticino, si appoggia per fare business. «Senza, forse non esisterei già più - ammette - Mi sono trovata a un passo dalla fine. Vendevo ai negozi, ho assistito alla loro morte lenta e dolorosa. Nel 2014 hanno chiuso in tanti. Così mi sono concentrata sulle boutique. Ma il fatturato era scarso. Finché sono stata contattata da Amazon. Mi proponevano di vendere tramite il loro portale». Altro colpo di scena. «All'inizio ho rifiutato. Due mesi dopo mi hanno richiamato. Ho accettato».

Da soli non si riesce, un sito in proprio non basta - Sono passati tre anni, i tempi duri sono un ricordo. Fare e-commerce a queste latitudini non è un gioco, non un capriccio. «Sì, un sito solo mio l'avevo, ma non vendi niente, non arriva abbastanza traffico. Amazon invece ha un bacino di milioni di utenti cui attingere». Ecco perché c'è da gioire, non da temere, davanti la notizia che invece fa storcere il naso a qualcuno, l'arrivo prossimo di amazon.ch. «Io penso che la paura sia chiusura mentale. La concorrenza fa bene».

Siroop, Ricardo: «Elvetici, ma inaccessibili agli svizzeri» - Non toglie niente, giura; aggiunge. «Finora ho fatto riferimento ad amazon.it, lo sbarco in Svizzera mi permetterebbe di espandermi. Anche perché qui, altrimenti, è un disastro. Con le strutture dell'e-marketplace svizzere non ho avuto buone esperienze». Quando ha capito che un sito in proprio non bastava, «ho provato a propormi a Siroop, a Ricardo: mi hanno sempre rimbalzato. Purtroppo, il mercato online svizzero è stato chiuso ai venditori svizzeri».

Troppa visibilità? «Nice problem» - Benvenuta dunque Amazon, con le sue pretese «di performance elevatissime, qualità di servizio eccellente: consegna veloce, tracciabilità, risposta entro 24 ore, diritto di recesso e cambio del prodotto. Ma se uno ha capacità, l'accoglie come una sfida». E il "rischio" di diventare magari troppo visibili? Di ricevere troppe richieste e non poter star dietro agli ordini? «Sarebbe un nice problem. Un bel problema da risolvere, no?».

 

Pubblicato da Luisa Masciello

0 Commenti "Dalla carriera in Yahoo ai bavaglini su Amazon"

Scrivi un commento

Il tuo nome:


Inserisci il codice di verifica:

Il tuo commento:
Nota: HTML non è riconosciuto